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Come alimentare un cane/gatto cardiopatico?



Non vorremmo mai, ma, purtroppo, anche i nostri amici cani e gatti invecchiano e, con gli anni, gli acciacchi si fanno sentire. Tra questi vi sono le malattie cardiache, che interessano circa il 10% dei cani e il 15% dei gatti.

Una diagnosi corretta è indispensabile per poter affrontare al meglio la malattia, sia utilizzando i farmaci che adottando uno stile di vita consono. Anche l’alimentazione gioca un ruolo molto importante nel garantire una miglior qualità di vita e nel rallentare il decorso del problema cardiaco.

Vediamo insieme quali sono i punti salienti.


· Peso corporeo

L’obesità può peggiorare i sintomi della malattia cardiaca. Sarà, quindi, importante, controllare il peso del nostro amico con un piano dietetico ben studiato in base alla gravità del problema.

Quando la malattia progredisce, molti pazienti perdono peso e soprattutto la massa muscolare ha la peggio. In questo frangente è fondamentale curare l’alimentazione del nostro amico peloso, invogliandolo a mangiare e fornendogli un alimento appositamente studiato.


· Le proteine

La quantità di proteine dell’alimento è molto importante per garantire che il nostro cane o gatto apprezzi il cibo. Anche la qualità delle proteine è fondamentale nella dieta di un paziente cardiopatico, privilegiando quelle di origine animale. Solo in caso di una concomitante malattia renale, la quota proteica della dieta dovrà essere ridotta. Sicuramente nel gatto, ma anche nel cane, bisognerà fare una valutazione dell’apporto giornaliero dell’amminoacido taurina.


· Il sodio

L’entità della riduzione del sodio della dieta andrà studiata in base alla fase della malattia cardiaca in cui si trova il nostro amico a quattro zampe. Sono decisamente sconsigliati gli alimenti ricchi di sale. Quindi, non vanno utilizzati, per esempio, salumi o formaggi per dare i farmaci, ma, piuttosto è bene chiedere al nostro veterinario di fiducia di mostrarci come fare. Molto utili nella somministrazione delle compresse/capsule nei gatti o nei cani di piccola taglia sono gli “sparapillole”, piccoli strumenti facilmente reperibili in commercio.


· Gli acidi grassi omega 3

Nella dieta di cani e gatti con problemi cardiaci è bene che siano presenti gli acidi grassi omega 3. Infatti, questa tipologia di acidi grassi ha un effetto antiinfiammatorio e antiaritmico. Quindi, la dieta dovrà comprendere un integratore apposito derivante da fonti marine animali o vegetali, il cui dosaggio andrà calcolato valutando anche gli ingredienti presenti nell’alimentazione quotidiana. Anche in questo caso, va evitato il fai da te: un veterinario con competenze nutrizionali vi saprà aiutare.


· Appetibilità

In particolare, quando la malattia cardiaca è avanzata, il nostro amico a 4 zampe potrebbe far fatica a mangiare. Diventa, quindi, molto importante che il cibo gli sia gradito, studiando una dieta personalizzata, fatta in base alle preferenze del paziente e alle esigenze nutrizionali. Cambiare gusto e offrire un alimento umido/dieta casalinga sono buoni stratagemmi (se hai bisogno di aiuto clicca qui).


Spero che questi consigli vi possano essere d’aiuto nella gestione del vostro amico peloso!

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